legal
Nel 2014 il numero dei procedimenti penali in corso nei tribunali italiani per usura “bancaria” continua a crescere perché, grazie all’impegno di tecnici, avvocati e magistrati inquirenti sempre più preparati sull’argomento, nuovi casi vengono portati all’attenzione dei giudici, sia nelle udienze preliminari che in dibattimento, nonostante l’apparente intento di alcune procure di limitare il fenomeno, con la “indiscriminata” richiesta di archiviazione “per mancanza del dolo” di molte denunce presentate dagli imprenditori vessati dall’iniquo sistema del credito.
In questo breve articolo, oltre ad indicare le richieste ed i rinvii a giudizio di cui si è discusso nel primo semestre di quest’anno, si dà conto anche delle condanne, delle assoluzioni e delle principali indagini in corso, per evidenziare come il problema, ormai, non possa più essere ignorato dal governo.
Rinvii a giudizio ed indagini nel primo trimestre 2014.
Il 2014 si apre con la notizia, del 4 gennaio, che nel Tribunale di Taranto sono stati rinviati a giudizio, con l’accusa di concorso in usura continuata, tre dirigenti ed un funzionario della filiale di una banca, perché il tasso applicato alle operazioni di credito sul conto corrente di un cliente, tra il 2005 ed il 2008, era superiore alla soglia dell’usura.
Sempre nel mese di gennaio si apprende che, secondo la Procura di Rovigo (dr.ssa Duò), nonostante sia già in corso un processo contro due funzionari di Cariveneto/Gruppo Banca Intesa per usura, le banche stanno “molto attente” a non superare quelli che sono i dettami della Banca d’Italia nell’erogare denaro secondo i tassi stabiliti e perciò “accade che spesso si debba archiviare le denunce, non perché siano false, ma perché penalmente non rilevanti”; a febbraio si ha però notizia che il GIP del Tribunale di Rovigo dovrà decidere, nell’udienza preliminare che si terrà in maggio, se rinviare a giudizio, come richiesto della stessa Procura, anche i due direttori (generali) pro tempore di una BCC, accusati di aver provocato il fallimento di una piccola ditta per i tassi usurari applicati alle operazioni di credito intercorse tra il 2002 ed il 2011.
Nello stesso mese di febbraio anche nel Tribunale di Teramo la Procura (dr.Giovagnoni) ha chiesto al GUP di rinviare a giudizio per usura tre persone, il presidente, il direttore generale ed il direttore di un’agenzia di una banca locale; il reato sarebbe stato commesso in relazione alle operazioni di credito, avvenute tra il 2007 ed il 2011, su quattro conti correnti di una cooperativa agricola.
A marzo si apprende che sono stati rinviati a giudizio dal GUP (dr. Pannaggi) del Tribunale di Macerata i legali rappresentati di Credial per aver stipulato nel 2007 un
contratto a tassi usurari; successivamente a Credial era subentrata Findomestic, per cui
anche i legali rappresentati di quest’ultima sono stati rinviati a giudizio, complessivamente
sono sotto processo quattro persone; l’usura riguarda un prestito di mille euro (sic).
Sempre nel mese di marzo, nel Tribunale di Vicenza, il GIP ha ordinato l’incidente probatorio per verificare se i tassi applicati dalla Banca Popolare di Verona ai rapporti di finanziamento collegati al conto corrente di una ditta di Arzignano siano usurari o no; la settimana dopo il GIP del Tribunale di Treviso (dr. Maras) ha rigettato la richiesta del PM di archiviare per prescrizione, la denuncia per usura bancaria, accogliendo l’opposizione della parte offesa visto che “risulta tuttora pendente una procedura esecutiva immobiliare promossa [nel 2005] dalla Banca Popolare di Vicenza per la riscossione del capitale e degli interessi di cui assume essere creditrice”.
In questo mese è da registrare anche la richiesta di imputazione coatta del GIP del Tribunale di Benevento (dr. Cusani) ed il conseguente rinvio a giudizio di otto persone (direttori di filiale della Banca Popolare di Novara/Ancona Gruppo Banco popolare nell’ambito del caso Edil 2000 srl (proc. n. 5925/2008) dove altre sedici persone sono state prosciolte per prescrizione del reato, in quanto si trattava di fatti anteriori al 2005.
Alla fine del mese di marzo la stampa dà conto di un’inchiesta in corso nella Procura di Roma (PM dr. De Gregorio) dove, in seguito ad una denuncia di una ditta che lamenta l’applicazione di tassi usurari nei conti correnti, in base a perizie dei tecnici di Federitalia, sono indagati gli amministratori delegati di Unicredit e del Monte dei Paschi; nello stesso tempo si ha notizia anche della richiesta di rinvio a giudizio per usura, formulata dalla procura di Cagliari (dr. Pilia) per l’amministratore (pro tempore) del Banco di Sardegna / Gruppo BPER e per i direttori della filiale di Iglesias, cinque persone in tutto, di cui deve occuparsi il Tribunale di Cagliari.
2 Condanne, rinvii a giudizio ed indagini nel secondo trimestre 2014 In aprile la stampa informa che nel Tribunale di Trani si terrà il processo per il caso delle carte revolving dell’American Express, le cui indagini erano iniziate nel 2008, visto che il GUP (dr. Messina) ha rinviato a giudizio cinque dirigenti della società, per usura e truffa continuata e aggravata; tre imputati (i responsabili della società) saranno giudicati con rito immediato.

di Palermo di rinviare a giudizio l’amministratore e due dirigenti di Banca Nuova – Gruppo BIl Tribunale di Padova in questo mese, ha fissato l’udienza preliminare, in conseguenza della richiesta di rinvio a giudizio, presentata dalla procura (dr. D’Angelo), in data 1 aprile, per il direttore della filiale nel periodo 2003 / 2007 e responsabile, secondo il magistrato inquirente, dell’usura nel c/c, aperto in quel tempo, tra una BCC https://www.viagrasansordonnancefr.com/viagra-naturel/ ed una piccola impresa commerciale (L’altra frutta sas); l’usura era stata già accertata, in sede di opposizione ad un decreto ingiuntivo, nel dicembre 2009; nel 2010 il reato era stato correttamente segnalato alla procura dal giudice della controversia civile (dr. Rizzieri); nel frattempo la ditta è stata dichiarata fallita, ma il rinvio a giudizio per usura “bancaria” riguarda anche i due direttori pro tempore di una filiale della Cassa di Risparmio del Veneto/Gruppo Banca Intesa, responsabili di aver provocato il fallimento, per i tassi usurari (sproporzionati) applicati sia al fido del c/c, intercorso nel 1994 / 2007, tra questa banca e la ditta, che ad un mutuo, chiesto ai garanti del fido (i genitori), per il pagamento del saldo passivo del conto corrente.
Il 18 aprile, al termine dell’incidente probatorio, il PM chiede al GIP del Tribunale anca Popolare di Vicenza: il presidente (Breganze), il direttore generale (Maiolini) ed il responsabile commerciale (Pezzotti) perché gli indagati “non impedivano, pur avendo l’obbligo giuridico di evitarlo, che fossero pretesi e applicati interessi usurari” sui conti di due società.
A fine mese si apprende che nel processo a cinque dirigenti bancari, in corso dal 2013 nel Tribunale di Cosenza, il GUP (dr.ssa Ferrucci) ha deciso di effettuare un incidente probatorio, su richiesta del PM (dr. Assunna), nominando però come perito, nonostante un evidente conflitto di interessi, un funzionario della Banca d’Italia.
L’ultimo giorno di questo mese la stampa nazionale informa che nel Tribunale di Salerno un imprenditore dichiarato fallito ha presentato denuncia contro i vertici di Unicredit per usura su derivati e sui finanziamenti nei conti correnti, in relazione ad una condanna in sede civile a rimborsare alla ditta fallita quasi due milioni di euro, oltre agli interessi e alle spese legali per irregolarità ed usura nei conti correnti (caso Eurobox).
In maggio il GUP (dr. Gennari) del Tribunale di Caltagirone (CT) si pronuncia, in sede di udienza preliminare, sulla richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla Procura a carico di tre funzionari di una BCC per l’usura nel conto corrente, attivo dal 1997 al 2005, di una piccola ditta (MP Rappresentanze di Angela Schilirò); la richiesta di rinvio a giudizio era stata presentata dalla procura (dr. Giordano) ancora nel 2013 ed era fondata sull’aumento dei tassi causato dall’anatocismo (il saldo passivo del c/c, in linea capitale era di 15mila euro, con gli interessi corrispettivi di 35mila e con quelli anatocistici di 65mila !).
Sempre in maggio dalla Procura di Cagliari si ha notizia di un’indagine per usura bancaria in cui è coinvolto il presidente di Banca Intesa (Bazoli) e dal Tribunale di Campobasso si segnala poi che il GIP (dr.ssa Rinaldi) ha rigettato la richiesta del PM di archiviare la denuncia di usura “bancaria”, a carico di tre dipendenti di una filiale di Unicredit, fondata sulla “superficiale” perizia di un funzionario della Banca d’Italia, in cui si rileva che “la disquisizione sulla giurisprudenza è una materia sottratta alle considerazioni dei consulenti” ed ha ordinato nuove indagini “attesa la complessità della vicenda”.
Il 27 maggio il GIP del Tribunale di Pisa (dr. Laghezza) fissa, per il mese di novembre, l’udienza preliminare per discutere la richiesta (coatta) di rinvio a giudizio per usura “bancaria”, per due funzionari dell’Unicredit, il direttore di una filiale ed il responsabile delle “manovre massive”.
In questo mese, dal Tribunale di Frosinone, giunge anche notizia dell’integrazione del capo di accusa per il direttore generale della locale Banca Popolare, imputato del reato di usura, nel processo che si era aperto nel dicembre scorso, non solo per il supero del tasso “soglia”, ma anche per le “modalità del fatto” che integrano l’approfittamento della situazione di difficoltà economica e finanziaria dell’azienda vittima del reato (usura “soggettiva”).
A fine mese la stampa dà notizia che le Procure di Salerno (dr. Rotondo) e di Vallo della Lucania (dr. Greco) hanno chiuso le indagini, ritenendo accertata l’usura praticata da BNL, Monte dei Paschi, Unicredit e BCC del Cilento nei confronti una ditta di costruzioni (caso Karma srl) poi dichiarata fallita, per i tassi applicati sui conti correnti aperti dal 2002 al 2010, informandone amministratori e dirigenti responsabili dell’area (sedici indagati a Salerno e sei a Vallo); secondo il c.t. della BCC logicamente il supero è frutto di un “errore di calcolo”, perché “se si applicasse il metodo adottato dal PM tutte le banche farebbero usura”.
Ai primi di giugno giunge la notizia della seconda sentenza penale di condanna per usura di un bancario (dipendente della banca); il Tribunale di Salerno (pres. De Luca) il 30 maggio ha inflitto un anno e due mesi di reclusione (sospesa) al direttore della locale filiale di Banca di Roma / Unicredit, in relazione all’usura riscontrata nell’apertura di credito in un conto corrente della Siprio Alimentari spa, una società in fallimento per cui lo stesso curatore, lo scorso anno, aveva presentato la denuncia; particolare importanza ha avuto, nell’accertamento dell’usura, l’incidente probatorio che ha permesso di evidenziare gli artifizi contabili, non rilevati in sede di indagine, utilizzati dalla banca per occultare il tasso effettivo; al socio è stato riconosciuto il risarcimento del danno; il titolare della ditta dichiarata fallita, considerato che la Siprio Alimentari, in pratica, aveva dei debiti (apparenti) solo con quattro banche, delle quali una è già stata condanna per usura, ha fatto istanza al GIP di chiedere l’imputazione coatta per i vertici di queste banche, visto che il PM titolare dell’inchiesta, con ventitré indagati, già per due volte aveva invece chiesto l’archiviazione per i banchieri indagati.
Clamorosa è poi la notizia del 10 giugno, ampiamente diffusa da tutti i media, che la Procura di Trani (dr. Ruggiero) ha informato della chiusura delle indagini per usura bancaria sessantadue persone rappresentanti del ghota bancario italiano (presidenti ed altri amministratori di BNL, Unicredit, Monte dei Paschi e Banca Popolare di Bari, tra cui Abete, Profumo, Mussari, Ghizzoni); l’accusa è relativa a casi di usura commessa dalle banche, attraverso i conti correnti, nei confronti di sei imprese locali; per la prima volta poi la Procura intende chiedere il rinvio a giudizio anche dei responsabili pro tempore della Banca d’Italia sia come direttori generali che capi della vigilanza (tra cui l’ex
ministro Saccomanni e l’attuale presidente Rai, Tarantola) e del Ministero dell’Economia/ Tesoro (Maresca, responsabile dei decreti trimestrali) accusati di concorso morale nell’usura commessa dalle banche, per aver imposto, nel calcolo del T[A]EG medio, una formula che riduce il tasso reale di un prestito, indicando in un addendo l’ “accordato” in luogo delle somme effettivamente erogate; la Procura ha basato l’indagine sulle relazioni del c.t. delle imprese denuncianti (Livio De Mirenda).
Dal Tribunale di Vallo della Lucania il giorno dopo (11 giugno) arriva la notizia che i vertici del Monte dei Paschi (Mussari e Vigni) sono stati rinviati a giudizio dal GIP (dr.ssa Campanile) per un finanziamento, ad un‘impresa di Agropoli, concesso al tasso del 35%, a fronte di un tasso soglia del 14,75%; la richiesta di processare il presidente ed il direttore generale della banca era stata presentata dal PM (dr. Greco) ancora l’anno scorso; è da sottolineare che in questo caso il procuratore non ha chiesto il rinvio a giudizio per i direttori pro tempore della filiale perché evidentemente ritiene la banca responsabile non solo per il singolo caso, ma per il sistema da essa adottato nel calcolo usurario degli interessi a debito.
3 Archiviazioni / assoluzioni nel primo semestre 2014 Alla fine del mese di febbraio 2014 si apprende che il GIP del Tribunale di Forlì, in relazione al caso Canali, ha accolto la richiesta della Procura ed ha deciso di archiviare, l’inchiesta nei confronti di ventinove banchieri visto che la “disomogeneità” tra il T[A]EG calcolato con la cms ed il tasso medio / soglia calcolato senza cms esclude il dolo.
Nel mese di marzo il GIP del Tribunale di Udine (dr. Florit), in relazione al caso Caserta /Miclavez, dopo che il perito aveva confermato l’usura nei conti correnti della Banca Popolare di Milano, già rilevata in sede di indagine dalla Gdf, assolve però i quattro imputati (i direttori pro tempore della filiale) perché, pur essendo il tasso indubbiamente usurario, il reato non c‘è, data l’esiguità delle somme in questione (sconfini in tre conti correnti senza fido).
Anche per una cessione del quinto usuraria, https://www.viagrasansordonnancefr.com/viagra-naturel/ sottoposta al vaglio del Tribunale di Ragusa (caso Idea Finanziaria) la vicenda si è conclusa in questo mese, con il proscioglimento degli imputati, pronunciato dal GUP (dr. Reale), probabilmente per mancanza del dolo.
Nel mese di maggio si apprende che il GUP del Tribunale di Reggio Calabria (dr.ssa Tarzia) ha assolto dall’accusa di concorso in usura (oggettiva e soggettiva), per il supero dei tassi soglia nei conti correnti della Cartotecnica reggina sas, otto persone, tra amministratori, dirigenti e funzionari del Banco di Roma/Unicredit, perché, per gli imputati, “il fatto non costituisce reato” (manca il dolo); anche in questo caso il reato c’è, ma la Procura non è stata in grado di individuare i responsabili (non è noto se il processo continua per gli altri cinque imputati di Monte Paschi Siena e Banco Napoli/ Intesa oppure se anche per costoro “il fatto non costituisce reato”.
Nello stesso mese anche il Tribunale di Salerno (pres. De Luca), assolve dall’accusa di usura, perché “il fatto non sussiste”, i sette funzionari di Banca Intesa rinviati a giudizio
per usura “soggettiva” ancora nel 2011 (caso D’Alessio) e per i quali il PM (dr. Senatore) in ogni caso aveva chiesto pene modeste (massimo due anni); la persona offesa non si era costituita come parte civile in questo procedimento, preferendo chiedere i danni in sede civile (probabilmente la banca ha già rimborsato)

Nel 2014 il numero dei procedimenti penali in corso nei tribunali italiani per usura “bancaria” continua a crescere perché, grazie all’impegno di tecnici, avvocati e magistrati inquirenti sempre più preparati sull’argomento, nuovi casi vengono portati all’attenzione dei giudici, sia nelle udienze preliminari che in dibattimento, nonostante l’apparente intento di alcune procure di limitare il fenomeno, con la “indiscriminata” richiesta di archiviazione “per mancanza del dolo” di molte denunce presentate dagli imprenditori vessati dall’iniquo sistema del credito.
In questo breve articolo, oltre ad indicare le richieste ed i rinvii a giudizio di cui si è discusso nel primo semestre di quest’anno, si dà conto anche delle condanne, delle assoluzioni e delle principali indagini in corso, per evidenziare come il problema, ormai, non possa più essere ignorato dal governo.
Rinvii a giudizio ed indagini nel primo trimestre 2014.
Il 2014 si apre con la notizia, del 4 gennaio, che nel Tribunale di Taranto sono stati rinviati a giudizio, con l’accusa di concorso in usura continuata, tre dirigenti ed un funzionario della filiale di una banca, perché il tasso applicato alle operazioni di credito sul conto corrente di un cliente, tra il 2005 ed il 2008, era superiore alla soglia dell’usura.
Sempre nel mese di gennaio si apprende che, secondo la Procura di Rovigo (dr.ssa Duò), nonostante sia già in corso un processo contro due funzionari di Cariveneto/Gruppo Banca Intesa per usura, le banche stanno “molto attente” a non superare quelli che sono i dettami della Banca d’Italia nell’erogare denaro secondo i tassi stabiliti e perciò “accade che spesso si debba archiviare le denunce, non perché siano false, ma perché penalmente non rilevanti”; a febbraio si ha però notizia che il GIP del Tribunale di Rovigo dovrà decidere, nell’udienza preliminare che si terrà in maggio, se rinviare a giudizio, come richiesto della stessa Procura, anche i due direttori (generali) pro tempore di una BCC, accusati di aver provocato il fallimento di una piccola ditta per i tassi usurari applicati alle operazioni di credito intercorse tra il 2002 ed il 2011.
Nello stesso mese di febbraio anche nel Tribunale di Teramo la Procura (dr.Giovagnoni) ha chiesto al GUP di rinviare a giudizio per usura tre persone, il presidente, il direttore generale ed il direttore di un’agenzia di una banca locale; il reato sarebbe stato commesso in relazione alle operazioni di credito, avvenute tra il 2007 ed il 2011, su quattro conti correnti di una cooperativa agricola.
A marzo si apprende che sono stati rinviati a giudizio dal GUP (dr. Pannaggi) del Tribunale di Macerata i legali rappresentati di Credial per aver stipulato nel 2007 un
contratto a tassi usurari; successivamente a Credial era subentrata Findomestic, per cui
anche i legali rappresentati di quest’ultima sono stati rinviati a giudizio, complessivamente
sono sotto processo quattro persone; l’usura riguarda un prestito di mille euro (sic).
Sempre nel mese di marzo, nel Tribunale di Vicenza, il GIP ha ordinato l’incidente probatorio per verificare se i tassi applicati dalla Banca Popolare di Verona ai rapporti di finanziamento collegati al conto corrente di una ditta di Arzignano siano usurari o no; la settimana dopo il GIP del Tribunale di Treviso (dr. Maras) ha rigettato la richiesta del PM di archiviare per prescrizione, la denuncia per usura bancaria, accogliendo l’opposizione della parte offesa visto che “risulta tuttora pendente una procedura esecutiva immobiliare promossa [nel 2005] dalla Banca Popolare di Vicenza per la riscossione del capitale e degli interessi di cui assume essere creditrice”.
In questo mese è da registrare anche la richiesta di imputazione coatta del GIP del Tribunale di Benevento (dr. Cusani) ed il conseguente rinvio a giudizio di otto persone (direttori di filiale della Banca Popolare di Novara/Ancona Gruppo Banco popolare nell’ambito del caso Edil 2000 srl (proc. n. 5925/2008) dove altre sedici persone sono state prosciolte per prescrizione del reato, in quanto si trattava di fatti anteriori al 2005.
Alla fine del mese di marzo la stampa dà conto di un’inchiesta in corso nella Procura di Roma (PM dr. De Gregorio) dove, in seguito ad una denuncia di una ditta che lamenta l’applicazione di tassi usurari nei conti correnti, in base a perizie dei tecnici di Federitalia, sono indagati gli amministratori delegati di Unicredit e del Monte dei Paschi; nello stesso tempo si ha notizia anche della richiesta di rinvio a giudizio per usura, formulata dalla procura di Cagliari (dr. Pilia) per l’amministratore (pro tempore) del Banco di Sardegna / Gruppo BPER e per i direttori della filiale di Iglesias, cinque persone in tutto, di cui deve occuparsi il Tribunale di Cagliari.
2 Condanne, rinvii a giudizio ed indagini nel secondo trimestre 2014 In aprile la stampa informa che nel Tribunale di Trani si terrà il processo per il caso delle carte revolving dell’American Express, le cui indagini erano iniziate nel 2008, visto che il GUP (dr. Messina) ha rinviato a giudizio cinque dirigenti della società, per usura e truffa continuata e aggravata; tre imputati (i responsabili della società) saranno giudicati con rito immediato.

di Palermo di rinviare a giudizio l’amministratore e due dirigenti di Banca Nuova – Gruppo BIl Tribunale di Padova in questo mese, ha fissato l’udienza preliminare, in conseguenza della richiesta di rinvio a giudizio, presentata dalla procura (dr. D’Angelo), in data 1 aprile, per il direttore della filiale nel periodo 2003 / 2007 e responsabile, secondo il magistrato inquirente, dell’usura nel c/c, aperto in quel tempo, tra una BCC ed una piccola impresa commerciale (L’altra frutta sas); l’usura era stata già accertata, in sede di opposizione ad un decreto ingiuntivo, nel dicembre 2009; nel 2010 il reato era stato correttamente segnalato alla procura dal giudice della controversia civile (dr. Rizzieri); nel frattempo la ditta è stata dichiarata fallita, ma il rinvio a giudizio per usura “bancaria” riguarda anche i due direttori pro tempore di una filiale della Cassa di Risparmio del Veneto/Gruppo Banca Intesa, responsabili di aver provocato il fallimento, per i tassi usurari (sproporzionati) applicati sia al fido del c/c, intercorso nel 1994 / 2007, tra questa banca e la ditta, che ad un mutuo, chiesto ai garanti del fido (i genitori), per il pagamento del saldo passivo del conto corrente.
Il 18 aprile, al termine dell’incidente probatorio, il PM chiede al GIP del Tribunale anca Popolare di Vicenza: il presidente (Breganze), il direttore generale (Maiolini) ed il responsabile commerciale (Pezzotti) perché gli indagati “non impedivano, pur avendo l’obbligo giuridico di evitarlo, che fossero pretesi e applicati interessi usurari” sui conti di due società.
A fine mese si apprende che nel processo a cinque dirigenti bancari, in corso dal 2013 nel Tribunale di Cosenza, il GUP (dr.ssa Ferrucci) ha deciso di effettuare un incidente probatorio, su richiesta del PM (dr. Assunna), nominando però come perito, nonostante un evidente conflitto di interessi, un funzionario della Banca d’Italia.
L’ultimo giorno di questo mese la stampa nazionale informa che nel Tribunale di Salerno un imprenditore dichiarato fallito ha presentato denuncia contro i vertici di Unicredit per usura su derivati e sui finanziamenti nei conti correnti, in relazione ad una condanna in sede civile a rimborsare alla ditta fallita quasi due milioni di euro, oltre agli interessi e alle spese legali per irregolarità ed usura nei conti correnti (caso Eurobox).
In maggio il GUP (dr. Gennari) del Tribunale di Caltagirone (CT) si pronuncia, in sede di udienza preliminare, sulla richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla Procura a carico di tre funzionari di una BCC per l’usura nel conto corrente, attivo dal 1997 al 2005, di una piccola ditta (MP Rappresentanze di Angela Schilirò); la richiesta di rinvio a giudizio era stata presentata dalla procura (dr. Giordano) ancora nel 2013 ed era fondata sull’aumento dei tassi causato dall’anatocismo (il saldo passivo del c/c, in linea capitale era di 15mila euro, con gli interessi corrispettivi di 35mila e con quelli anatocistici di 65mila !).
Sempre in maggio dalla Procura di Cagliari si ha notizia di un’indagine per usura bancaria in cui è coinvolto il presidente di Banca Intesa (Bazoli) e dal Tribunale di Campobasso si segnala poi che il GIP (dr.ssa Rinaldi) ha rigettato la richiesta del PM di archiviare la denuncia di usura “bancaria”, a carico di tre dipendenti di una filiale di Unicredit, fondata sulla “superficiale” perizia di un funzionario della Banca d’Italia, in cui si rileva che “la disquisizione sulla giurisprudenza è una materia sottratta alle considerazioni dei consulenti” ed ha ordinato nuove indagini “attesa la complessità della vicenda”.
Il 27 maggio il GIP del Tribunale di Pisa (dr. Laghezza) fissa, per il mese di novembre, l’udienza preliminare per discutere la richiesta (coatta) di rinvio a giudizio per usura “bancaria”, per due funzionari dell’Unicredit, il direttore di una filiale ed il responsabile delle “manovre massive”.
In questo mese, dal Tribunale di Frosinone, giunge anche notizia dell’integrazione del capo di accusa per il direttore generale della locale Banca Popolare, imputato del reato di usura, nel processo che si era aperto nel dicembre scorso, non solo per il supero del tasso “soglia”, ma anche per le “modalità del fatto” che integrano l’approfittamento della situazione di difficoltà economica e finanziaria dell’azienda vittima del reato (usura “soggettiva”).
A fine mese la stampa dà notizia che le Procure di Salerno (dr. Rotondo) e di Vallo della Lucania (dr. Greco) hanno chiuso le indagini, ritenendo accertata l’usura praticata da BNL, Monte dei Paschi, Unicredit e BCC del Cilento nei confronti una ditta di costruzioni (caso Karma srl) poi dichiarata fallita, per i tassi applicati sui conti correnti aperti dal 2002 al 2010, informandone amministratori e dirigenti responsabili dell’area (sedici indagati a Salerno e sei a Vallo); secondo il c.t. della BCC logicamente il supero è frutto di un “errore di calcolo”, perché “se si applicasse il metodo adottato dal PM tutte le banche farebbero usura”.
Ai primi di giugno giunge la notizia della seconda sentenza penale di condanna per usura di un bancario (dipendente della banca); il Tribunale di Salerno (pres. De Luca) il 30 maggio ha inflitto un anno e due mesi di reclusione (sospesa) al direttore della locale filiale di Banca di Roma / Unicredit, in relazione all’usura riscontrata nell’apertura di credito in un conto corrente della Siprio Alimentari spa, una società in fallimento per cui lo stesso curatore, lo scorso anno, aveva presentato la denuncia; particolare importanza ha avuto, nell’accertamento dell’usura, l’incidente probatorio che ha permesso di evidenziare gli artifizi contabili, non rilevati in sede di indagine, utilizzati dalla banca per occultare il tasso effettivo; al socio è stato riconosciuto il risarcimento del danno; il titolare della ditta dichiarata fallita, considerato che la Siprio Alimentari, in pratica, aveva dei debiti (apparenti) solo con quattro banche, delle quali una è già stata condanna per usura, ha fatto istanza al GIP di chiedere l’imputazione coatta per i vertici di queste banche, visto che il PM titolare dell’inchiesta, con ventitré indagati, già per due volte aveva invece chiesto l’archiviazione per i banchieri indagati.
Clamorosa è poi la notizia del 10 giugno, ampiamente diffusa da tutti i media, che la Procura di Trani (dr. Ruggiero) ha informato della chiusura delle indagini per usura bancaria sessantadue persone rappresentanti del ghota bancario italiano (presidenti ed altri amministratori di BNL, Unicredit, Monte dei Paschi e Banca Popolare di Bari, tra cui Abete, Profumo, Mussari, Ghizzoni); l’accusa è relativa a casi di usura commessa dalle banche, attraverso i conti correnti, nei confronti di sei imprese locali; per la prima volta poi la Procura intende chiedere il rinvio a giudizio anche dei responsabili pro tempore della Banca d’Italia sia come direttori generali che capi della vigilanza (tra cui l’ex
ministro Saccomanni e l’attuale presidente Rai, Tarantola) e del Ministero dell’Economia/ Tesoro (Maresca, responsabile dei decreti trimestrali) accusati di concorso morale nell’usura commessa dalle banche, per aver imposto, nel calcolo del T[A]EG medio, una formula che riduce il tasso reale di un prestito, indicando in un addendo l’ “accordato” in luogo delle somme effettivamente erogate; la Procura ha basato l’indagine sulle relazioni del c.t. delle imprese denuncianti (Livio De Mirenda).
Dal Tribunale di Vallo della Lucania il giorno dopo (11 giugno) arriva la notizia che i vertici del Monte dei Paschi (Mussari e Vigni) sono stati rinviati a giudizio dal GIP (dr.ssa Campanile) per un finanziamento, ad un‘impresa di Agropoli, concesso al tasso del 35%, a fronte di un tasso soglia del 14,75%; la richiesta di processare il presidente ed il direttore generale della banca era stata presentata dal PM (dr. Greco) ancora l’anno scorso; è da sottolineare che in questo caso il procuratore non ha chiesto il rinvio a giudizio per i direttori pro tempore della filiale perché evidentemente ritiene la banca responsabile non solo per il singolo caso, ma per il sistema da essa adottato nel calcolo usurario degli interessi a debito.
3 Archiviazioni / assoluzioni nel primo semestre 2014 Alla fine del mese di febbraio 2014 si apprende che il GIP del Tribunale di Forlì, in relazione al caso Canali, ha accolto la richiesta della Procura ed ha deciso di archiviare, l’inchiesta nei confronti di ventinove banchieri visto che la “disomogeneità” tra il T[A]EG calcolato con la cms ed il tasso medio / soglia calcolato senza cms esclude il dolo.
Nel mese di marzo il GIP del Tribunale di Udine (dr. Florit), in relazione al caso Caserta /Miclavez, dopo che il perito aveva confermato l’usura nei conti correnti della Banca Popolare di Milano, già rilevata in sede di indagine dalla Gdf, assolve però i quattro imputati (i direttori pro tempore della filiale) perché, pur essendo il tasso indubbiamente usurario, il reato non c‘è, data l’esiguità delle somme in questione (sconfini in tre conti correnti senza fido).
Anche per una cessione del quinto usuraria, sottoposta al vaglio del Tribunale di Ragusa (caso Idea Finanziaria) la vicenda si è conclusa in questo mese, con il proscioglimento degli imputati, pronunciato dal GUP (dr. Reale), probabilmente per mancanza del dolo.
Nel mese di maggio si apprende che il GUP del Tribunale di Reggio Calabria (dr.ssa Tarzia) ha assolto dall’accusa di concorso in usura (oggettiva e soggettiva), per il supero dei tassi soglia nei conti correnti della Cartotecnica reggina sas, otto persone, tra amministratori, dirigenti e funzionari del Banco di Roma/Unicredit, perché, per gli imputati, “il fatto non costituisce reato” (manca il dolo); anche in questo caso il reato c’è, ma la Procura non è stata in grado di individuare i responsabili (non è noto se il processo continua per gli altri cinque imputati di Monte Paschi Siena e Banco Napoli/ Intesa oppure se anche per costoro “il fatto non costituisce reato”.
Nello stesso mese anche il Tribunale di Salerno (pres. De Luca), assolve dall’accusa di usura, perché “il fatto non sussiste”, i sette funzionari di Banca Intesa rinviati a giudizio
per usura “soggettiva” ancora nel 2011 (caso D’Alessio) e per i quali il PM (dr. Senatore) in ogni caso aveva chiesto pene modeste (massimo due anni); la persona offesa non si era costituita come parte civile in questo procedimento, preferendo chiedere i danni in sede civile (probabilmente la banca ha già rimborsato)

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