Crisi bancarie: salvate quattro banche con i soldi dei risparmiatori.
Ci siamo. Per la prima volta le nuove misure introdotte dal Governo per salvare le banche hanno fatto le prime “vittime” tra i risparmiatori. Le perdite di alcune banche cioè sono state coperte azzerando il valore di azioni e obbligazioni in possesso di quest’utimi proprio grazie alla nuova normativa denominata “bail-in” ovvero “auto salvataggio” concretizzando di fatto le preoccupazioni che negli ultimi tempi erano emerse  tra i ” piccoli risparmiatori” a seguito dell’approvazione da parte del Governo delle nuove regole. E così’ Banca delle Marche, Carichieti, Carife e Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio sono state salvate dal fallimento proprio grazie a uno schema che richiama le regole di questa normativa. Fino ad ora difatti le perdite delle banche erano state coperte dall’intervento di altre banche o da soldi pubblici. In questa operazione, invece, per ridurre parte delle perdite, il Governo ha azzerato il valore di azioni e obbligazioni subordinate: azionisti e obbligazionisti “subordinati” hanno coperto in prima persona parte delle perdite della banca.
Come funzionano le nuove norme ?

Le nuove norme introdotte da bail-in fanno si che il risparmiatore che investe in strumenti finanziari più rischiosi sostiene prima degli altri le perdite. Quindi le perdite vengono assorbite dapprima attraverso i fondi della categoria di investitori più rischiosa e successivamente, qualora questi non dovessero essere sufficienti, si passa alla categoria successiva seguendo quest’ordine:

– azionisti;
– detentori di altri titoli di capitale;
– possessori di titoli di debito subordinati;
– creditori che hanno attività convertibili in azioni (ad esempio obbligazionisti);
– depositanti con depositi oltre i 100.000 euro;
– fondo di risoluzione.

Di contro, le norme introdotte dal bail-in hanno fatto invece salvi e quindi non possono essere in alcun modo toccati in caso di crisi:

– i depositi protetti dal fondo di garanzia (cioè quelli di valore fino a 100.000 euro per depositante);
– le passività garantite;
– il contenuto delle cassette di sicurezza e i titoli presenti in un conto apposito;
– i debiti verso dipendenti.

Ma questo, ovviamente non basta per far dormire sonni tranquilli ai risparmiatori ed occorre invece prestare molta attenzione.
Difatti, sono molti i risparmiatori che, negli anni passati, seguendo il consiglio di sedicenti consulenti finanziari hanno acquistato titoli di banche che ad oggi non è dato sapere tadalafil pas cher di quanta salute godano e quindi, il rischio che in futuro si possano verificare nuovamente situazioni “spiacevoli”  è elevatissimo.

Come difendersi ?

Innanzitutto cercando di informarsi sul reale rischio legato alla propria situazione. Quindi, se si scopre che il rischio è elevato ( ma anche questo, come già accennato, non risulta sempre agevole ) l’unica alternativa è vendere, anche se chiaramente queste obbligazioni difficilmente risulteranno piazziabili sul mercato.

Ad oggi in conclusione sembra saggio tenere a mente piccoli accorgimenti:
1.attenzionare costantemente la solidità finanziaria della propria banca. In caso di dubbi, meglio rivolgersi ad altro istituto;
2.evitare di acquistare obbligazioni bancarie;
3.non superare i 100.000 euro depositati sul conto corrente. Se si possiede una cifra più alta conviene investirla altrove, o suddividerla tra più’ conti correnti ognuno sotto i 100.000 euro di diverse banche.

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