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Trust ed operazioni commerciali

Un ulteriore piano in cui l’istituto dei trust trova ampia possibilità di utilizzazione è quello connesso alle operazioni commerciali attinenti alla normale gestione delle imprese o delle professioni. In particolare, ciò si manifesta soprattutto quando, per la natura del contratto sottostante o dell’incarico professionale ricevuto, emerge la necessità di segregare delle somme di denaro in favore di un soggetto ovvero per una specifica finalità.

Si

pensi ad esempio al caso dei contratti di appalto nei quali il committente trattiene, di volta in volta, una percentuale su ogni pagamento effettuato all’appaltatore e ciò fino al termine dei lavori allorché provvede a trasferire a quest’ultimo le ritenute in precedenza effettuate. Nel caso citato il denaro trattenuto dal committente appartiene a quest’ultimo e

si confonde nel suo patrimonio benché di fatto sia destinato al pagamento dell’appaltatore il quale a sua volta ha solo un credito per le trattenute subite e quindi una posizione estremamente “fragile” sia in caso di dissesto del committente, sia nel caso di pervicaci ed inconsistenti contestazioni di quest’ultimo circa l’esecuzione dei lavori.

La precisata situazione può trovare composizione nella istituzione di un trust nel quale di volta in volta vengono trasferite le ritenute e sulle quali quindi si costituisce una destinazione con effetti reali in favore dell’appaltatore che otterrà, al termine dell’opera, tali somme dal trustee, il quale, essendo un soggetto indipendente ed esterno, si trova in posizione equidistante dalle parti (7).

Un’altra fattispecie in cui i trust trovano un impiego efficace è costituito dal deposito di somme effettuato da un cliente presso un professionista, ad esempio avvocato, commercialista o agente immobiliare, per il compimento di un atto, il pagamento di somme al fisco ovvero per l’acquisto di un immobile. Minimo comun denominatore di tutte le ipotesi effettuate è ancora una volta il problema di tenere separati dal patrimonio personale del depositario gli importi ricevuti, ed ancora una volta i trust consentono di realizzare tale effetto rendendo, tra l’altro, insensibile il denaro oggetto del trust, non solo dalle azioni dei creditori del depositario (rectius trustee), ma anche da quelle di eventuali creditori successivi del disponente.

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