++ Bce: Draghi, non possiamo accollarci riforme governi ++

Per chi ha contratto un mutuo negli anni passati, quando le condizioni di politica monetaria erano sostanzialmente diverse, è doveroso valutare la surroga del proprio mutuo con una nuova banca, fermo restando la possibilità di rinegoziare le attuali condizioni presso la stessa banca presso cui lo stesso è stato acceso.

Fermo restando quindi che quello della surroga appare al momento una circostanza da valutare con attenzione occorre prestare attenzione ad altre importanti novità che compaiono all’orizzonte.

Iniziamo dai mutui a tasso fisso.

Questi dipendono dall’andamento dei tassi Irs (Interest rate swap). L’Irs rappresentano una sorta di polizza assicurativa che le banche stipulano per tenersi al riparo dalla variazione del costo del denaro nel breve e medio periodo, a sua volta legato all’andamento del tasso Bund tedesco che in questo periodo si attesta ai minimi storici (decennale allo 0,17%).

La conseguenza è che i mutui a tasso fisso risultano molto convenienti in termini di tasso nominale, ma resta l’incognita del tasso “reale” legato all’incognita del ritorno dell’inflazione, in special modo per chi ha intenzione di contrarre un mutuo a 25-30 anni.

Passiamo ai mutui a tasso variabile.

Quest’ ultimi, invece, sono legati all’andamento degli Euribor.
L’Euribor (acronimo di EURo Inter Bank Offered Rate,

tasso interbancario di offerta in euro) è un tasso di riferimento, calcolato giornalmente, che indica il tasso di interesse medio delle transazioni finanziarie in Euro tra le principali banche europee.

L’Euribor viene utilizzato come tasso medio applicato da primari istituti di credito per operazioni a termine effettuate sul mercato interbancario (con controparte altri primari istituti di credito) con scadenza una, due e tre settimane, e da uno a dodici mesi.

Considerato che, in questo periodo, il costo del denaro principale ( tasso BCE) è 0,05% e addirittura il tasso che le Banche  ricevono per le somme depositate presso la Bce è negativo ( – 0,02% ), i tassi interbancari sono ai minimi storici.
Ad esempio, il tasso Euribor a 30 g. ( al quale risultano agganciati molti mutui in Italia) è negativo da diverse settimane, tanto che le banche, correndo ai ripari, stanno legando alcune nuove offerte al tasso Euribor a 3 mesi di poco sulla soglia della positività ( 0,021).

Resta il fatto che comunque L’Euribor negativo ha colto di sorpresa molti istituto di credito, ignari che uno scenario simile potesse mai palesarsi. Difatti, dall’analisi delle condizioni contrattuali dei mutui non si palesa nessuna clausola che abbia previsto quest’ultima circostanza ( Euribor sotto a zero). Cosicche’ clausole di questo tenore compaiono solo nei fogli informativi dei nuovi contratti di mutuo.

Conseguenza è che chi ha un contratto di mutuo legato all’Euribor ad 1 mese dovrebbe vedersi sottratto (-) l’Euribor allo spread nel calcolo della rata.

Il tasso della rata è difatti formato da Euribor o tasso Bce (+) Spread.

Ora, anche se al momento l’operazione negativa comporterebbe il risparmio di poco sul costo della rata non sarebbe così’ se invece la Bce dovesse in futuro ridurre ulteriormente i tassi d’interesse e quindi spingere ancora più’ in giu’ l’Euribor.

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