++ Bce: Draghi, non possiamo accollarci riforme governi ++

Questa volta è il recepimento della direttiva europea 2014/17 a fare un bel regalo a banche e speculatori e a dare l’ennesima mazzata a cittadini e consumatori. E pensare che la direttiva

 in esame –  è volta ad aumentare le tutele per i consumatori nei contratti di credito – E meno male, oseremo dire.

Con l’introduzione di questo provvedimento il governo nella persona del ministro Maria Elena Boschi con un decreto legislativo sui finanziamenti ipotecari rende più’ veloce e conveniente le vendite forzose degli immobili da parte delle banche.

Per attuare ciò’ non ci ha pensato molto e con un colpo di mano, ha cancellato  l’articolo 2744 – divieto di patto commissorio – del codice civile che vietava che ” in mancanza del pagamento del credito nel termine fissato, la proprietà della cosa ipotecata o data in pegno passasse in modo diretto al creditore”.

Il superamento del divieto permette ora alle banche di entrare direttamente in possesso dell’immobile e metterlo in vendita per soddisfare il proprio credito qualora il mutuatario sia in ritardo anche solo con il pagamento di 7 rate, anche non consecutive.

A prevederlo è l’art. 120 quinquiesdecies che al comma 3 recita: “Le parti del contratto possono convenire espressamente al momento della conclusione del contratto di credito o successivamente – quindi  la possibilità di modifica unilaterale delle condizioni è estesa anche ai mutui in corso – che in caso di inadempimento del consumatore (ovvero il ritardo nel pagamento di 7 rate anche non consecutive, così come definito dall’art. 40 del Testo unico della finanza,) la restituzione o il trasferimento del bene immobile oggetto di garanzia reale o dei proventi della vendita del medesimo bene comporta l’estinzione del debito,  fermo restando il diritto del consumatore all’eccedenza”.

Nella pressoché totale indifferenza del Parlamento e dei media, il governo introduce di fatto una normativa che rischia di essere drammatica per migliaia di famiglie che da un giorno all’altro si ritroverebbero sul marciapiede, con le loro case vendute “al meglio”. Si perché il decreto permette alle banche di s-vendere gli immobili a qualsiasi prezzo pur di recuperare i propri crediti. Non è infatti prevista alcuna garanzia a favore del debitore sul prezzo della vendita, eccetto un generico riferimento alla stima effettuata “da un perito scelto dalle parti di comune accordo con una perizia successiva all’inadempimento” e al diritto del consumatore ad avere l’eccedenza (se positiva) tra il prezzo di vendita dell’immobile e il rimborso del debito.

Se invece la differenza dovesse risultare negativa (cioè il prezzo di vendita non è sufficiente a estinguere il debito), “il relativo obbligo di pagamento decorre dopo sei mesi dalla conclusione della procedura esecutiva”.

Ma al danno – come sempre – si aggiunge pure la beffa, perché- secondo l’articolo 16 del provvedimento di conversione in legge del decreto – a banche e speculatori è assicurata anche la defiscalizzazione pressoché totale degli importi incassati dalle vendite forzose degli immobili.

Infatti chi acquisisce gli immobili nell’ambito di vendite giudiziarie per poi rivenderli a un’acquirente finale paga un’imposta sostitutiva di appena 200 euro, contro la tassazione ordinaria del 9%.

CategoryFinancing
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