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ASPETTI FISCALI DEL TRUST

E’ Stato detto più’ volte che non è corretto istituire un Trust per il solo vantaggio tributario che ne può’ derivare, ed anzi che un trust voluto dal disponente esclusivamente per ottenere agevolazioni fiscali potrebbe non 
essere un vero trust.

Ma è indubbio che il trust sia un ottimo strumento di pianificazione tributaria, forse quello più avanzato.

A seguito delle modifiche apportate all’art.73 del T.U.I.R. i trust sono distinti a seconda della residenza e del tipo di attività svolta nelle seguenti tipologie:

  • trust residenti nel territorio dello Stato che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali (ENTI COMMERCIALI)
  • trust residenti nel territorio dell Stato che non-hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali (ENTI NON-COMMERCIALI);
  • trust NON- RESIDENTI;

I Trust, dal punto di vista fiscale, possono essere altresi’ “trasparenti” od “opachi”:

  • opaco nel caso in cui i beneficiari del reddito non risultino identificati ( per volontà del disponente lo sarà’ in un momento successivo )
  • trasparente quando il beneficiario risulta ” individuato ” nell’atto istitutivo.

La prima differenza consiste nel fatto che i Trust “trasparenti” sono tassati direttamente IN CAPO AL BENEFICIARIO del REDDITO DEL TRUST, scontando cosi’ le aliquote PROPORZIONALI previste per l’IRPEF.

I Trust “opachi”, scontano invece, l’IRES al 27,5 % in misura fissa e I REDDITI sono tassati DIRETTAMENTE IN CAPO AL TRUST.

Ne deriva che: 
Il primo potenziale vantaggio fiscale del trust interno “opaco” è dato dal fatto che, in questi essendo i redditi del Trust tassati in capo al Trust, qualora i redditi prodotti dai beni in trust siano tassati con le regole dei soggetti Ires, (trust non-commerciale, la maggior parte) essi sono soggetti ad un’aliquota inferiore rispetto a quella prevista per la tassazione prevista per le Persone Fisiche che dichiarano redditi superiori a € 28.000,00 ed addirittura 15 punti 
percentuali al di sotto di quelli che subisce una Persona Fisica che dichiara un reddito maggiore di € 75.000,00.

 

IL Trust si divide, abbiamo detto, ancora in : trust COMMERCIALE e Trust NON-COMMERCIALE.

Il trust rientra nella categoria degli ENTI COMMERCIALE se svolge un’attività commerciale in modo prevalente o esclusivo, come ad esempio se viene apportata un’azienda in trust oppure se in un trust sono stati apportai molti immobili svolgendo quindi, esclusivamente un’intensa attività di compravendita degli stessi, tale da poter essere considerata come attività commerciale e non di solo godimento o mantenimento.

Come ente commerciale, in questo caso, il trust determinerà il proprio reddito secondo quando disposto dall’art. 81 s.s. del T.U.I.R., cioè secondo le medesime regole valevoli per le società di capitali in tema di determinazione del reddito d’impresa e sarà pertanto soggetto all’aliquota IRES del 33%.

Il modello di dichiarazione dei redditi da utilizzare è UNICO SC-Società di Capitali.

TRUST NON-COMMERCIALI: VANTAGGI FISCALI

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Il trust viceversa, rientra nella categoria degli ENTI NON-COMMERCIALI se non svolge una vera e propria attività commerciale, come normalmente avviene nella gran parte dei casi, ad esempio per quelli in ambito familiare, e su questa tipologia quindi focalizzeremo maggiormente l’attenzione.

Anzitutto, come ente non-commerciale il trust determinerà il proprio reddito secondo quanto disposto dagli art. artt. 143 – 150 del T.U.I.R.

Questo significa che il trust, sebbene soggetto all’aliquota IRES del 33%, determina il proprio reddito non secondo le regole valevoli per le società di capitali, ma secondo le regole valevoli per le persone fisiche ( art.8 del T.U.I.R.), cioè sarà tassato sulle singole categorie di reddito secondo quanto disposto dall’art. 143 del T.U.I.R.

Il citato articolo dispone infatti che il reddito complessivo è formato dai redditi fondiari, di capitale, di impresa ( qualora svolga attività commerciale ma non in modo prevalente ) e diversi, ad esclusione di quelli esenti dall’imposta e di quelli soggetti a ritenuta alla fonte o a imposta sostitutiva, ed è determinato secondo le disposizione dell’art 8 del T.U.I.R.

svizzera_segreto_bancarioAd esempio il trust, in quanto ente non commerciale, ha la possibilità di optare per il regime del risparmio gestito o del risparmio amministrato: se viene esercitata questa opzione, i REDDITI FINANZIARI generati dal trust-fund, che rientrano in detti regimi, sconteranno l’imposta sostitutiva del 12,50% e quindi non dovranno essere più oggetto di dichiarazione da parte del trust.

Allo stesso modo gli interessi derivanti da un conto corrente bancario intestato al trust ( o meglio al trustee in quanto trustee del trust xxx ) sono soggetti a ritenuta a titolo di imposta e quindi non dovranno essere dichiartI da parte del trust.

Cosi’ pure gli interessi derivanti da titoli di Stato sono soggetti ad imposta sostitutiva del 12.50% e quindi non formano oggetto di dichiarazione da parte del trust

.

Qualora il trust non subisca ritenute alla fonte a titolo d’imposta o imposte sostitutive, dovrà provvedere a dichiarare i redditi generati dal trust fund e assoggettarli ad aliquota del 33% solo e soltanto nelle ipotesi in cui non sia prevista per le persone fisiche un’imposta sostitutiva o una ritenuta.



IL TRUST, TITOLARE DI PARTECIPAZIONI SOCIETARIE E SOCIO DI SOCIETA’

Un esempio per chiarire quanto appena detto: se tra i redditi del trust-fund si trova una plusvalenza da partecipazione non qualificata ( non inserita in un regime di risparmio amministrato o di risparmio gestito), essa sarà oggetto di dichiarazione e verrà tassata ad aliquota del 12.50% e non del 33%, proprio perché questa tipologia di reddito sconta l’aliquota ridotta e il diverso meccanismo di tassazione in capo alla persona fisica.

Viceversa, su una plusvalenza da partecipazione qualificata, il trust sconterà l’aliquota del 33% ma solo sul 40% dell’ammontare della plusvalenza, quindi il prelievo definitivo in dichiarazione sarà pari al 13,2%.

Allo stesso modo se il trust-fund GENERA DIVIDENDI, sia DA PARTECIPAZIONI, quale socio di società di capitali, qualificata che non qualificata, NELLA DICHIARAZIONE dei redditi del TRUST dovrà essere inserito, come imponibile, SOLTANTO il 5% DEI DIVIDENDI stessi, verrà portata in deduzione la ritenuta d’acconto subita e verrà applicata l’aliquota del 33% QUINDI IL PRELIEVO DEFINITIVO IN DICHIARAZIONE SARA’ PARI ALL’ 1.65% !

Analizziamo più dettagliatamente nel seguente articolo questo interessante aspetto:

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